I figli che non arrivano …
Nonostante la benedizione per la fertilità Rebecca, come Sara, è sterile per i primi 20 anni del suo matrimonio. Così la discendenza è narrata come dono speciale di Dio, frutto della preghiera del patriarca (Gen 25,21) e realizzazione della originaria promessa ad Abramo (Gen 12,1-3).
Rebecca concepisce due gemelli, la cui vicenda si profila particolare già nel suo seno. La narrazione del conflitto tra i due fratelli è una eziologia (= racconto che spiega l’origine di una situazione presente) del conflitto dei popoli, Edom e Israele, che da essi avranno origine.
La madre, che avverte la lotta dentro di sé, è presa da timore e innalza un lamento e consulta l’oracolo. Rebecca è protagonista della vicenda e diventerà progenitrice di due popoli che spesso verranno a confronto: «Due nazioni sono nel tuo seno e due popoli dal tuo grembo si disperderanno; un popolo sarà più forte dell’altro e il maggiore servirà il minore» (Gen 25,23).
Segue il racconto delle caratteristiche fisiche dei due gemelli: il primo, Esaù, è rossiccio e ricoperto di pelo come di un manto; l’altro, Giacobbe, nascendo tiene il fratello per il calcagno (Gen 25,24-26), presagio forse del tiro mancino successivo.
La diversità fisica dei due preannuncia la diversità d’indole, come il testo biblico suggerisce: cacciatore e uomo della steppa Esaù, tranquillo e casalingo Giacobbe (Gen 25,27). Forte ma ingenuo il maggiore, abile e furbo il minore. La famosa vicenda delle lenticchie ne è la dimostrazione: Esaù morso dalla fame, per ottenere un piatto di lenticchie non esita a cedere la primogenitura al fratello che tanto l’agogna (Gen 25,29-34).
Il conflitto tra i gemelli diverrà, in certo qual modo, conflitto tra i coniugi. «Isacco prediligeva Esaù, perché la cacciagione era di suo gusto, mentre Rebecca prediligeva Giacobbe» (Gen 25,28).
A vincere sarà Rebecca. La matriarca adopererà tutta la sua intelligenza e le sue arti per favorire il suo prediletto nella corsa all’acquisto della benedizione paterna (Gen 27).